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 ANNECY, IL LAGO E I DINTORNI

  • Immagine del redattore: Alessia Biscia, @valigiainfarinata
    Alessia Biscia, @valigiainfarinata
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 10 min
Testo e immagini a cura di Alessia Biscia, Valigia Infarinata

 

ANNECY, IL LAGO E I DINTORNI

 

Ci sono viaggi che nascono come un regalo e finiscono per diventare un ricordo prezioso per tutta la famiglia. È esattamente quello che è successo durante il nostro viaggio ad Annecy.

L'idea iniziale era quella di festeggiare i 70 anni di mia mamma con qualche giorno insieme in uno dei luoghi più belli della Francia. Così siamo partiti in una grande e allegra compagnia: io con i miei due figli, mia sorella con 3 dei suoi 5 figli  (i due più grandi erano in giro tra Italia e Spagna) e naturalmente la festeggiata. Quello che doveva essere un regalo per lei si è trasformato in qualcosa di molto più grande: giorni di risate, passeggiate, scoperte e momenti condivisi che porteremo tutti nel cuore.

Ad accoglierci c'era una casa semplicemente meravigliosa. Una di quelle abitazioni che, appena varchi la soglia, ti fanno sentire immediatamente in vacanza. Aveva un grande giardino dove i bambini potevano correre e giocare in libertà, tantissime stanze che permettevano a ciascuno di avere i propri spazi e un'atmosfera accogliente che ci ha fatto sentire come a casa fin dal primo momento. Ogni sera, mentre i bambini continuavano a giocare e noi adulti ci godevamo qualche momento di tranquillità. Ancora oggi, ripensando ad Annecy, uno dei primi ricordi che mi viene in mente è proprio quella casa. Ma ora vi racconto cosa abbiamo visitato ad ANNECY, IL LAGO E I DINTORNI.


Pausa gelato sul Lago di Annecy. Ph. Alessia Biscia, @valigiainfarinata
Pausa gelato sul Lago di Annecy. Ph. Alessia Biscia, @valigiainfarinata

 

Annecy: una città che sembra uscita da una fiaba

La prima volta che siamo entrati nel centro storico di Annecy siamo rimasti tutti a bocca aperta. Avevo visto centinaia di fotografie prima della partenza, ma nessuna riusciva davvero a rendere la bellezza di questo luogo.

Per me, però, non era la prima volta ad Annecy. L'avevo visitata circa quindici anni fa, in pieno inverno, quando le strade del centro storico erano illuminate dalle luci dei mercatini di Natale. Ricordo ancora l'atmosfera magica di quei giorni: il profumo di vin brulé e dolci speziati nell'aria, le decorazioni natalizie che si riflettevano nei canali e il fascino delle montagne innevate sullo sfondo. Era stata una visita meravigliosa, di quelle che restano impresse nella memoria per anni.

Tornarci oggi, in estate, insieme alla mia famiglia, è stato quasi come scoprire una città completamente diversa. Se l'Annecy invernale mi aveva conquistata con la sua atmosfera raccolta e romantica, quella estiva mi ha stupita per la sua vivacità, i colori accesi dei fiori, le facciate pastello delle case e la luce che si riflette sull'acqua cristallina dei canali. Due stagioni, due anime diverse, ma ugualmente affascinanti.

I canali attraversano il borgo creando scorci romantici ad ogni angolo, i ponticelli collegano le vie del centro e le case colorate si riflettono nell'acqua regalando immagini da cartolina. Non a caso Annecy viene chiamata la "Venezia delle Alpi".

I bambini si divertivano ad attraversare continuamente i ponti e a osservare l'acqua che scorreva sotto di loro, mentre noi adulti rallentavamo il passo per fotografare ogni scorcio. Ad ogni angolo sembrava comparire una nuova prospettiva da immortalare: una finestra fiorita, un piccolo canale, una facciata color ocra o una terrazza affacciata sull'acqua.

Annecy è uno di quei luoghi che invitano a rallentare. Non serve seguire un itinerario preciso: basta passeggiare senza meta tra le vie acciottolate del centro storico, lasciandosi guidare dalla curiosità. È proprio così che si scoprono gli angoli più belli e autentici della città.

Se state cercando cosa vedere ad Annecy con i bambini, il centro storico è il punto di partenza perfetto, perché riesce a conquistare grandi e piccoli con la stessa facilità. E, che la visitiate tra le luci scintillanti dei mercatini di Natale o sotto il sole dell'estate, Annecy saprà regalarvi emozioni completamente diverse ma altrettanto indimenticabili.


 

Il Palais de l’Île, il simbolo della città

Tra tutte le immagini che rappresentano Annecy, nessuna è famosa quanto quella del Palais de l’Île. Situato nel mezzo del fiume Thiou, su una piccola isola naturale dalla caratteristica forma triangolare, questo edificio medievale è il monumento simbolo della città e uno dei luoghi più fotografati di tutta la Francia.

La sua posizione è davvero unica. Circondato dall'acqua e incorniciato dalle case colorate del centro storico, sembra quasi galleggiare tra i canali. Non sorprende che sia diventato l'immagine più iconica di Annecy, presente su cartoline, guide turistiche e fotografie provenienti da ogni parte del mondo.

Quando ci siamo arrivati, siamo rimasti a lungo ad ammirarlo. Lo abbiamo osservato dai ponti vicini, dalle stradine che costeggiano il Thiou e dalle piazzette del centro storico. Ogni prospettiva regala una visione diversa: da alcuni punti sembra una piccola fortezza, da altri ricorda la prua di una nave pronta a navigare tra le acque del canale. È uno di quegli edifici che non ci si stanca mai di fotografare perché la luce, i riflessi dell'acqua e l'ambiente circostante lo trasformano continuamente.

La storia del Palais de l’Île affonda le sue radici nel XII secolo. Nel corso dei secoli ha svolto numerose funzioni, rispecchiando l'evoluzione della città stessa. In origine fu una residenza fortificata appartenente ai conti di Ginevra, che governavano questo territorio prima dell'arrivo dei Savoia. Successivamente venne utilizzato come sede amministrativa, tribunale e centro di riscossione delle imposte.

L'aspetto più curioso della sua storia è però legato al periodo in cui fu trasformato in prigione. Per diversi secoli le sue mura ospitarono detenuti di ogni genere: piccoli criminali, debitori e prigionieri in attesa di giudizio. Durante la visita è possibile vedere alcune delle antiche celle, con spazi angusti e condizioni che oggi sembrano difficili perfino da immaginare. Passeggiare tra queste stanze permette di comprendere quanto diversa fosse la vita quotidiana nel Medioevo e nei secoli successivi.

Nel corso dell'Ottocento l'edificio rischiò addirittura la demolizione. Fortunatamente venne riconosciuto il suo valore storico e architettonico e si decise di conservarlo. Negli anni successivi fu restaurato più volte fino a diventare il museo che possiamo visitare oggi.

Entrando al suo interno abbiamo scoperto una parte meno conosciuta di Annecy. Il percorso museale racconta la storia della città, dell'architettura locale e delle trasformazioni che hanno interessato il Palais de l’Île nel corso dei secoli. Non si tratta di un museo particolarmente grande, ma riesce a offrire una lettura interessante del passato della città.

Tra tutti, però, quello che mi ha colpito maggiormente è stata una fotografia storica molto particolare, spesso conosciuta come la "foto del fantasma".

Per chi visita Annecy, il Palais de l’Île non è soltanto una tappa fotografica obbligata. È il luogo che meglio racconta l'identità della città: una piccola costruzione medievale che ha attraversato quasi mille anni di storia, sopravvivendo a guerre, trasformazioni urbanistiche e cambiamenti politici. Oggi continua a dominare il cuore del centro storico, riflettendosi nelle acque del Thiou e ricordando ai visitatori il lungo passato di una delle città più affascinanti delle Alpi francesi.


 

La vista più bella di Annecy dal castello

Salire al Castello di Annecy è stata una delle esperienze che ho apprezzato maggiormente durante il viaggio. La passeggiata per raggiungerlo è breve ma permette di osservare il centro storico da prospettive sempre nuove.

Una volta arrivati in cima, il panorama ci ha ripagato di ogni passo. Davanti a noi si estendevano i tetti della città, il lago dalle incredibili sfumature azzurre e le montagne che circondano l'intera valle. È stato uno di quei momenti in cui ci siamo fermati semplicemente a guardare, senza fretta, godendoci la bellezza del paesaggio.


Castello di Annecy, nella parte alta del borgo. Ph. Alessia Biscia, @valigiainfarinata
Castello di Annecy, nella parte alta del borgo. Ph. Alessia Biscia, @valigiainfarinata

Pedalare lungo il Lago di Annecy

Una delle sorprese più belle di questo viaggio è stata la scoperta della pista ciclabile del Lago di Annecy. Considerata una delle più belle d'Europa, segue gran parte del perimetro del lago attraversando paesaggi davvero spettacolari.

Pedalando si alternano spiagge, boschi, piccoli villaggi e punti panoramici che invitano continuamente a fermarsi per una fotografia. In alcuni tratti si attraversano zone naturalistiche di grande valore, come la riserva di Saint-Jorioz, dove la natura è la vera protagonista.

Per chi viaggia con bambini è un'attività perfetta, perché permette di vivere il lago in modo attivo ma rilassato, lontano dal traffico e immersi in panorami straordinari.



Il Lago di Annecy e le sue acque cristalline

Se c'è una cosa che ci ha colpito fin dal primo sguardo è stata la trasparenza dell'acqua. Il Lago di Annecy è famoso per essere uno dei laghi più puliti d'Europa e basta avvicinarsi alla riva per capire il motivo.

Durante il soggiorno abbiamo trascorso diverse ore sulle sue rive. I bambini non vedevano l'ora di entrare in acqua e noi ci siamo lasciati conquistare dalla bellezza del paesaggio. Le montagne si riflettevano sulla superficie del lago creando uno scenario che sembrava dipinto.

Tra tuffi, giochi e qualche giro in pedalò, sono stati momenti semplici ma che rappresentano perfettamente lo spirito di questa vacanza: stare insieme e creare ricordi.


 

Il castello da fiaba di Menthon-Saint-Bernard

Se Annecy sembra uscita da una fiaba, il Château de Menthon-Saint-Bernard ne rappresenta probabilmente il castello perfetto.

Arroccato su uno sperone roccioso a circa duecento metri sopra le acque del lago di Annecy, domina il paesaggio con un'eleganza senza tempo. Le sue torri slanciate, i tetti appuntiti e la posizione panoramica lo rendono visibile da molti punti della sponda orientale del lago. Già osservandolo da lontano si resta affascinati, ma avvicinandosi si comprende perché venga spesso considerato uno dei castelli più romantici e suggestivi di tutta la Francia.

 

La prima immagine che abbiamo avuto del castello è stata quella delle sue torri bianche che emergono tra il verde della collina. Da lontano sembra quasi sospeso tra il lago e le montagne, come se fosse stato costruito appositamente per fare da sfondo a una fiaba. Non sorprende che molti lo considerino una delle possibili fonti di ispirazione per i castelli delle favole che tutti abbiamo immaginato da bambini.

La storia del castello è lunga quasi mille anni. Le sue origini risalgono al X secolo, quando venne costruita una prima fortificazione destinata a controllare la valle e le vie di comunicazione che attraversavano la regione. Nel corso dei secoli l'edificio fu ampliato, trasformato e abbellito fino ad assumere l'aspetto attuale.

 

L'aspetto più sorprendente è che il castello appartiene ancora oggi alla stessa famiglia che lo abita da oltre venti generazioni. Un caso rarissimo in Europa, che contribuisce a rendere la visita ancora più affascinante. Passeggiando tra le sue sale si ha infatti la sensazione di entrare in una vera dimora storica, vissuta e custodita con grande cura nel corso dei secoli.

Il castello è inoltre legato alla figura di San Bernardo di Mentone, nato qui intorno all'anno 1020. È ricordato per aver fondato gli ospizi che accoglievano i viaggiatori lungo i difficili passi alpini del Gran San Bernardo e del Piccolo San Bernardo, contribuendo a salvare innumerevoli vite in un'epoca in cui attraversare le Alpi rappresentava una vera impresa.

 

Gli esterni meritano già da soli la visita. Il percorso che conduce all'ingresso attraversa cortili, mura e terrazze panoramiche da cui si aprono viste spettacolari sul lago di Annecy, sulle montagne circostanti e sui piccoli villaggi che punteggiano le rive. Nelle giornate limpide il panorama è davvero straordinario: il blu intenso del lago contrasta con il verde dei boschi e con le cime che si innalzano all'orizzonte creando uno scenario difficile da dimenticare.

Un aspetto importante da sapere è che la visita agli interni avviene esclusivamente tramite visita guidata. Il percorso dura circa 50 minuti e permette di attraversare le principali sale storiche del castello accompagnati da una guida che ne racconta la storia, gli aneddoti e le curiosità. Quando siamo andati noi, la visita era in inglese.

 

Entrando nel castello si scopre un mondo completamente diverso. Le sale conservano arredi, oggetti d'epoca, dipinti, libri e ricordi di famiglia che raccontano secoli di storia. A differenza di molti castelli trasformati in musei, qui si percepisce ancora il carattere di una dimora privata, abitata e custodita nel tempo.

Particolarmente affascinante è la grande biblioteca, che custodisce migliaia di volumi antichi distribuiti su eleganti scaffalature in legno. È uno degli ambienti più suggestivi dell'intera visita e sembra uscita dalle pagine di un romanzo storico. Anche le sale di rappresentanza, la cappella, le camere storiche, i soffitti decorati e i numerosi ritratti di famiglia contribuiscono a raccontare quasi mille anni di storia.

 

Purtroppo non sono riuscita a seguire la visita come avrei voluto. Uno dei miei figli aveva bisogno di me e lui arriva prima di tutto. Ho ascoltato solo parte delle spiegazioni e molte stanze le ho osservate con rapide occhiate stando agli angoli delle sale.

All'inizio mi è dispiaciuto, perché temevo di essermi persa una parte importante dell'esperienza.

Una volta uscita, però, ho letto con attenzione il depliant che ci avevano consegnato all'ingresso, ho riguardato le fotografie scattate durante il percorso e ho ripensato agli ambienti che avevo attraversato. In questo modo ho potuto apprezzare meglio ciò che avevo visto e ricostruire molti dettagli della storia del castello.

La cosa più bella è stata vedere l'entusiasmo dell'altro mio figlio, che si è goduto la visita con i cuginetti. Lui era rimasto completamente affascinato dal castello e, una volta terminata la visita, non ha fatto altro che raccontarmi tutto ciò che aveva visto. Mi ha parlato delle sale che lo avevano colpito di più, degli oggetti antichi, delle armature e dei particolari che aveva notato lungo il percorso. Attraverso i suoi occhi curiosi e pieni di meraviglia è stato quasi come fare una seconda visita guidata.

Anche mia sorella, mia mamma e gli altri familiari che viaggiavano con noi sono usciti dal castello entusiasti. Ognuno aveva notato qualcosa di diverso e ascoltare i loro racconti ha reso l'esperienza ancora più ricca. In fondo viaggiare in famiglia è anche questo: condividere emozioni e punti di vista differenti, lasciandosi sorprendere da ciò che colpisce gli altri.

 

Tra tutte le cose da vedere nei dintorni di Annecy, il Château de Menthon-Saint-Bernard è senza dubbio una delle più affascinanti. Non è soltanto un castello bello da fotografare: è un luogo che unisce storia, architettura, paesaggi straordinari e racconti che attraversano quasi mille anni. Una visita capace di far sognare i bambini e di stupire gli adulti, proprio come accade nelle fiabe più belle. E se anche, come è successo a me, non riuscirete a seguire ogni singola spiegazione, probabilmente tornerete a casa con la sensazione di aver visitato un luogo davvero speciale.

 

I pavoni e i giardini del castello

Uno dei momenti più particolari che ricordiamo tutti è la passeggiata nei giardini del castello. Tra aiuole fiorite e splendidi scorci panoramici, i veri protagonisti sono stati i magnifici pavoni che passeggiavano liberamente.

I bambini li seguivano incuriositi, osservandone i colori e i movimenti eleganti. È stata una di quelle esperienze semplici ma capaci di trasformare una visita in un ricordo speciale.


Pavone all'interno dei giardini del castello di Menthon-Saint-Bernard
Pavone all'interno dei giardini del castello di Menthon-Saint-Bernard

 

Un regalo che porteremo sempre con noi

Quando abbiamo deciso di organizzare questo viaggio per i 70 anni di mia mamma, volevamo regalarle un'esperienza speciale. Tornando a casa, però, ci siamo resi conto che il regalo più bello lo avevamo ricevuto tutti.

Abbiamo condiviso giornate intense e felici, visto luoghi meravigliosi, riso insieme, osservato i bambini creare ricordi che probabilmente porteranno con sé per tutta la vita e trascorso del tempo di qualità con una delle persone più importanti della nostra famiglia.

Annecy ci ha regalato panorami indimenticabili, castelli da fiaba e acque cristalline. Ma soprattutto ci ha regalato qualcosa che vale molto di più: il tempo trascorso insieme.

 

CONCLUSIONE

Vi ricordo, se ancora non lo fate, di seguirmi su Instagram o Facebook @valigiainfarinata (vi ringrazio infinitamente).

Vi ringrazio di essere stati con me fino a qui...alla prossima e a presto amici di Valigia Infarinata !

Alessia

Le immagini sono di proprietà di Alessia Biscia, proprietaria di www.aspassoconibambini.com per questo motivo non sono utilizzabili da terzi per alcun motivo.

 

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ALESSIA BISCIA

VALIGIA INFARINATA
a spasso con i bambini

Io, tra pentole e valigie...

Benvenut*, sono Alessia, sono sposata con Lele, abbiamo due bambini e amiamo viaggiare.

Dopo la  loro nascita, i nostri viaggi hanno avuto ritmi diversi, riscoprendo un nuovo modo di viaggiare, con loro, alla scoperta di posti meravigliosi.

Si aggiunge anche la mia passione per la cucina, ricette sane ma gustose.

 

Scopri con noi posti nuovi e lasciati ispirare.

Grazie per essere qui con noi ora. 

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