ISLANDA

Islanda in 13 giorni - Testo e immagini a cura di Alessia Biscia, Valigia InfarinataPRIMA DI PARTIRE PER L'ISLANDA: Quando andare, come organizzare il viaggio e cosa sapere prima di partire
DIARIO DI VIAGGIO
Il nostro itinerario on the road tra ghiacciai, vulcani, cascate e montagne colorate.
Potrei scrivere pagine e pagine sul nostro viaggio in Islanda, ma alla fine ho scelto di creare un riepilogo semplice e immediato, con i punti principali e i consigli di viaggio per ogni località che abbiamo visitato. L’obiettivo? Rendervi più facile e diretta la scoperta di questa incredibile terra.
Ma una cosa dovete saperla: è stato un viaggio talmente meraviglioso che, anche dopo aver scritto e raccontato tantissimo, non mi stancherei mai di parlare, né di scrivere, di questa pazzesca terra.
Ci sono viaggi che sogni per anni e che, quando finalmente arrivano, riescono addirittura a superare ogni aspettativa. Per me l'Islanda è stata esattamente questo.
Un'isola dove il paesaggio cambia continuamente: nel giro di pochi chilometri si passa da immense distese di lava ricoperte di muschio a cascate imponenti, da spiagge di sabbia nera a ghiacciai millenari, da montagne colorate a campi geotermici fumanti. Qui è la natura a decidere i ritmi del viaggio e ogni giornata regala qualcosa di completamente diverso dalla precedente.
Per visitarla abbiamo scelto un itinerario di 13 giorni, abbastanza lungo da permetterci di esplorare la zona ovest salendo anche verso il nord-ovest dell’isola, la zona sud e sud-est, inoltrandoci anche verso gli altopiani dell’entroterra, macinando 3088 km.
Abbiamo alternato giornate dedicate ai grandi classici, come il Circolo d'Oro e la costa meridionale, ad esperienze più particolari, come entrare all'interno del ghiacciaio Langjökull, camminare sulla lava dell'eruzione del Fagradalsfjall, raggiungere le montagne colorate di Landmannalaugar e salire su un mezzo anfibio tra gli iceberg della laguna glaciale di Jökulsárlón.
Una scelta che rifarei senza alcun dubbio è stata quella di cambiare più alloggi durante il viaggio: 7 in tutto. Può sembrare una soluzione poco comoda, ma in realtà ci ha permesso di evitare lunghi spostamenti ogni giorno, di vivere le diverse zone dell’Islanda con molta più calma e di sfruttare al meglio i nostri 13 giorni di viaggio, riuscendo così a esplorare molto di più senza passare ore e ore in macchina.
Se state programmando un viaggio simile, vi consiglio di noleggiare un'auto direttamente in aeroporto. Noi abbiamo scelto un SUV ibrido plug-in, una soluzione che si è rivelata perfetta sia sulle strade asfaltate della Ring Road sia per raggiungere Landmannalaugar attraverso la strada 208 Nord, evitando i guadi. Se invece avete intenzione di affrontare off-road più impegnativi, percorsi estremi e guadi, allora sarà necessario un vero fuoristrada, alto e attrezzato appositamente per questo tipo di terreni.
Anche la scelta degli alloggi con cucina si è rivelata vincente. Mangiare sempre al ristorante in Islanda può incidere parecchio sul budget, mentre preparare colazioni e alcune cene permette di risparmiare senza rinunciare alla qualità del viaggio. Per questo, appena arrivati, la nostra prima tappa è stata un supermercato Bónus.
In fondo all'articolo ho dedicato un paragrafo al tema "Cosa mettere in valigia per un viaggio in Islanda". Troverete anche una check list in pdf scaricabile.
SUPERMERCATI ISLANDESI
Per la spesa in Islanda abbiamo utilizzato principalmente tre catene di supermercati, che possiamo indicare, dal più economico al più costoso, in questo ordine:
1. Bónus 🐷È generalmente il più conveniente e quello che abbiamo utilizzato più spesso. La scelta è buona e permette di trovare praticamente tutto il necessario per il viaggio, dagli alimenti freschi ai prodotti per la colazione, dagli snack alle bevande.
2. Krónan 🛒Leggermente più caro rispetto a Bónus, ma comunque con prezzi abbastanza convenienti per gli standard islandesi. Anche qui la scelta è ampia e si trova tutto l’occorrente per organizzare i pasti durante il viaggio.
3. Nettó 🛍️Tra i tre è generalmente quello con i prezzi un po’ più alti, anche se le differenze non sono sempre significative. È comunque un supermercato ben fornito, dove è possibile trovare tutto ciò che serve.
In generale: qualunque supermercato scegliate, non avrete difficoltà a fare la spesa. In tutti e tre si trova praticamente tutto l’occorrente, quindi la scelta può dipendere semplicemente da dove vi trovate e da quale supermercato incontrate lungo il percorso. Considerando però i prezzi islandesi, quando possibile noi abbiamo preferito fare la spesa da Bónus.
Una cosa da sapere quando fate la spesa in Islanda è che nei normali supermercati non troverete alcolici. Per acquistare birra, vino e, naturalmente, anche i superalcolici, bisogna rivolgersi ai negozi autorizzati chiamati Vínbúðin, la catena statale che gestisce la vendita al dettaglio di bevande alcoliche in Islanda.
Qui troverete un'ampia scelta di birre, vini, liquori e distillati, ma attenzione agli orari: i Vínbúðin hanno orari di apertura più limitati rispetto ai normali supermercati, quindi è bene organizzarsi per tempo.
GIORNO 1– DALL'ITALIA ALLA TERRA DEL GHIACCIO E DEL FUOCO
Il nostro volo parte da Milano Malpensa alle 16.00. Dopo circa quattro ore di viaggio atterriamo all'aeroporto internazionale di Keflavík verso le 18 principale porta d'ingresso dell'Islanda.
Durante l’inverno la differenza è di 1 ora, mentre in estate, quando in Italia è in vigore l’ora legale, l’Islanda è indietro di 2 ore.
Già durante l'atterraggio capiamo che questo viaggio sarà diverso da tutti gli altri. Dal finestrino dell'aereo il paesaggio appare quasi irreale: enormi distese di lava solidificata ricoperte da un fitto tappeto di muschio verde, pochissimi alberi e un orizzonte che sembra non finire mai.
Dopo aver ritirato l'auto a noleggio percorriamo i circa 50 chilometri che separano l'aeroporto dalla zona di Reykjavík. Le strade sono perfette, poco trafficate e il primo impatto con i paesaggi islandesi è già sorprendente.
Prima di raggiungere il nostro appartamento ci fermiamo da Bónus, il supermercato più conveniente del Paese. Qui acquistiamo tutto il necessario per le prime colazioni e alcune cene: pasta, latte, cereali, caffè e qualche snack da portare durante le escursioni.
Un consiglio che mi sento di dare è proprio questo: fate una piccola spesa appena arrivati e una più grande nei giorni successivi. Vi farà risparmiare parecchio, soprattutto se avete scelto un appartamento con cucina.
Per le prime due notti soggiorniamo agli Icelandic Apartments by Heimaleiga, una soluzione comoda e funzionale, perfetta come punto di partenza per esplorare il Circolo d'Oro.
La serata trascorre tranquilla. Dopo il viaggio preferiamo cenare in appartamento e andare a dormire presto: il giorno seguente ci aspetta uno degli itinerari più famosi dell'Islanda.
GIORNO 2 – IL CIRCOLO D'ORO
La nostra prima vera giornata in Islanda inizia presto.
L'itinerario di oggi è dedicato al Golden Circle, il percorso turistico più famoso del Paese. È lungo circa 250 chilometri e collega tre delle meraviglie naturali più spettacolari dell'isola: il Parco Nazionale di Þingvellir, l'area geotermica di Geysir e la cascata Gullfoss.
Partiamo dopo colazione e in circa 50 minuti raggiungiamo la prima tappa.
Þingvellir: dove si incontrano due continenti
Þingvellir è uno di quei luoghi che riescono a unire natura, geologia e storia in un unico posto.
Dal punto di vista storico è qui che, nel 930 d.C., venne fondato l'Alþingi, uno dei parlamenti più antichi del mondo ancora oggi esistente.
Dal punto di vista geologico, invece, ci troviamo esattamente nel punto in cui la placca nordamericana e quella euroasiatica si stanno lentamente allontanando. Ogni anno si separano di circa due centimetri, creando profonde fratture nel terreno.
Lasciamo l'auto al Parcheggio P1, il più comodo per visitare il parco.
Appena imbocchiamo il sentiero principale veniamo circondati da enormi pareti di roccia basaltica. Stiamo camminando all'interno della faglia di Almannagjá, una spettacolare spaccatura naturale che permette di attraversare simbolicamente due continenti in pochi minuti.
L'atmosfera è incredibile. Il silenzio è rotto soltanto dal vento e dall'acqua che scorre tra le rocce.
Gli appassionati della serie Il Trono di Spade riconosceranno immediatamente questo luogo: alcune scene della Valle sono state girate proprio qui.
Il percorso è semplice, quasi completamente pianeggiante e adatto anche alle famiglie con bambini.
Öxarárfoss, la cascata nascosta del parco
Proseguendo lungo il sentiero si raggiunge in circa venti minuti la cascata Öxarárfoss.
Non è la più grande dell'Islanda, ma è una delle più eleganti. L'acqua precipita tra pareti di basalto nero creando un contrasto magnifico con il verde del muschio.
Se visitate Þingvellir al mattino presto troverete molta meno gente e potrete godervi questo luogo con calma.
Tempo di visita consigliato: 2-3 ore.

Strokkur, il geyser che erutta ogni pochi minuti
Lasciamo Þingvellir e dopo circa 55 minuti arriviamo nell'area geotermica di Geysir.
Appena si apre la portiera dell'auto veniamo accolti dal tipico odore di zolfo. Il terreno fuma ovunque e piccoli sbuffi di vapore escono continuamente dal sottosuolo.
La vera protagonista è però Strokkur, il geyser più attivo d'Islanda.
Ogni 6-10 minuti tutto il pubblico si raduna attorno alla pozza d'acqua. Si crea quasi un silenzio collettivo.
L'acqua inizia a ribollire.
Poi compare una gigantesca cupola blu, perfettamente trasparente.
Un secondo dopo esplode verso il cielo con un getto che può superare i 25-30 metri di altezza.
Ogni eruzione è diversa dalla precedente e assistervi dal vivo è molto più emozionante di quanto possa sembrare in fotografia.
Vi consiglio di fermarvi almeno mezz'ora: potrete assistere a diverse eruzioni e scegliere il punto migliore per fotografarle.
Tempo di visita: circa 45 minuti.

Gullfoss, la Cascata d'Oro
Da Strokkur bastano appena 10 minuti di auto per raggiungere Gullfoss.
È una delle cascate simbolo dell'Islanda e il motivo appare evidente non appena la si vede.
Il fiume Hvítá precipita con una potenza impressionante attraverso due grandi salti, scomparendo in una profonda gola scavata durante l'ultima era glaciale.
Esistono due percorsi panoramici.
Il primo permette di osservare la cascata dall'alto, cogliendone tutta la sua imponenza.
Il secondo conduce quasi a livello dell'acqua. Qui il fragore diventa assordante e, nelle giornate di sole, gli spruzzi creano magnifici arcobaleni.
È uno di quei luoghi dove ci si ritrova semplicemente ad osservare la forza della natura senza riuscire a staccare gli occhi.
Tempo di visita: circa un'ora.
Kerið, il lago dentro un vulcano
L'ultima tappa del Golden Circle richiede circa 50 minuti di auto.
Kerið è un antico cratere vulcanico formatosi oltre seimila anni fa. La sua particolarità è il piccolo lago azzurro che occupa il fondo della caldera.
I colori sono sorprendenti: il rosso intenso della roccia vulcanica, il verde della vegetazione e il blu dell'acqua creano uno dei paesaggi più fotogenici dell'Islanda.
Il sentiero che percorre il bordo del cratere richiede una ventina di minuti ed è molto semplice. Vale la pena anche scendere fino al lago per apprezzare il luogo da una prospettiva diversa.
Tempo di visita: 45 minuti.
Se avete ancora tempo a disposizione potete fare una deviazione verso Stöng, ricostruzione di un'antica fattoria vichinga distrutta dall'eruzione dell'Hekla nel 1104, una tappa poco conosciuta ma molto interessante per comprendere la storia dei primi coloni islandesi. Non so darvi la nostra esperienza diretta perché non lo abbiamo visitato: dopo tutto il giorno di visita i bambini erano stanchi.
Rientriamo a Reykjavík nel tardo pomeriggio, dopo circa un'ora di viaggio. Prima di tornare in appartamento facciamo una spesa più consistente da Bónus, così da avere tutto il necessario per i giorni successivi.
La sensazione, a fine giornata, è quella di aver già visto alcuni dei simboli più iconici dell'Islanda. Eppure sappiamo che il bello deve ancora arrivare: il giorno seguente entreremo addirittura all'interno di un ghiacciaio.
GIORNO 3– DENTRO IL GHIACCIAIO LANGJOKULL, un'esperienza unica al mondo
Dopo due notti trascorse nei dintorni di Reykjavík lasciamo l'appartamento e ci dirigiamo verso la nostra prossima destinazione: la penisola di Snæfellsnes. Prima, però, ci aspetta una delle esperienze che aspettavo con più entusiasmo.
Dal nostro alloggio impieghiamo circa 2 ore per raggiungere il punto di ritrovo di Klaki Base Camp, da dove parte il tour Into the Glacier. La partenza è prevista per le 13.00 e consiglio di arrivare almeno 30 minuti prima per il check-in.
Il Langjökull è il secondo ghiacciaio più grande d'Islanda, con una superficie di circa 950 km². Ma ciò che rende questo luogo davvero speciale è la possibilità di entrare al suo interno grazie al più grande tunnel artificiale scavato in un ghiacciaio al mondo.
Dopo un breve briefing saliamo su enormi truck 8x8, progettati per affrontare neve e ghiaccio. Già il tragitto fino alla sommità del ghiacciaio è parte dell'esperienza: il paesaggio cambia progressivamente fino a trasformarsi in un'immensa distesa bianca dove cielo e ghiaccio sembrano fondersi.
Una volta arrivati all'ingresso del tunnel indossiamo i ramponcini forniti dallo staff e iniziamo la visita.
Entrare nel ghiacciaio è qualcosa che lascia senza parole. Le pareti sono di un azzurro intenso, attraversate da strati di ghiaccio compressi nel corso di migliaia di anni. La guida spiega come si forma un ghiacciaio, come si muove lentamente e quanto sia fragile a causa del cambiamento climatico.
Camminando all'interno si percepisce un silenzio quasi irreale. Sapere di trovarsi letteralmente dentro centinaia di metri di ghiaccio rende l'esperienza ancora più affascinante.
Uno dei momenti più emozionanti è la piccola cappella scavata nel ghiaccio, utilizzata anche per celebrare matrimoni. È difficile immaginare un luogo più insolito dove pronunciare un "sì".
L'intera esperienza dura circa 3-4 ore, comprese le fasi di trasferimento.
Consigli utili
Anche in estate la temperatura all'interno del ghiacciaio rimane intorno agli 0 °C. Indossate abbigliamento tecnico a strati, guanti e un cappello leggero. Le scarpe impermeabili sono indispensabili.
Terminato il tour riprendiamo l'auto e in circa 2 ore raggiungiamo il nostro appartamento nella penisola di Snæfellsnes.
È ormai sera. Prepariamo la cena in appartamento e ci godiamo un po' di relax, pronti per quella che molti definiscono "l'Islanda in miniatura".
GIORNO 4 – Snæfellsnes, la penisola che racchiude tutta l'Islanda
La penisola di Snæfellsnes viene spesso chiamata "l'Islanda in miniatura". Dopo averla visitata, capisco perfettamente il motivo.
Nel giro di poche decine di chilometri si incontrano ghiacciai, montagne perfette, scogliere, spiagge dorate, campi di lava, piccoli villaggi di pescatori e colonie di foche.
Il percorso completo richiede un'intera giornata. Noi abbiamo scelto di modificarne l'ordine in base alla bassa marea, iniziando da Ytri Tunga, perché è il momento migliore per osservare le foche. È un piccolo accorgimento che consiglio a chiunque: controllare gli orari delle maree nei giorni precedenti può fare davvero la differenza.
Ytri Tunga e le foche
A differenza delle classiche spiagge nere islandesi, Ytri Tunga è caratterizzata da sabbia dorata.
Ma il vero motivo per cui si arriva qui sono le foche.
Con un po' di pazienza è possibile osservarle mentre prendono il sole sugli scogli oppure nuotano tranquillamente a pochi metri dalla riva.
Noi ne abbiamo viste diverse e siamo rimasti parecchio tempo ad osservarle senza disturbarle.
Portate con voi un teleobiettivo o un binocolo: vi permetteranno di ammirarle molto meglio senza avvicinarvi troppo.
Tempo consigliato: 45 minuti.
Búðir e la chiesa nera più fotografata d'Islanda
Lasciamo la costa e raggiungiamo Búðir, un luogo tanto semplice quanto iconico.
Qui sorge una piccola chiesa nera in legno, isolata in mezzo a un immenso campo di lava ricoperto di muschio.
L'edificio originale risale al XVIII secolo ed è diventato uno dei simboli dell'Islanda.
La semplicità del paesaggio rende questo luogo incredibilmente suggestivo.
Nelle giornate nuvolose l'atmosfera è quasi mistica, mentre con il sole il contrasto tra il nero della chiesa e il verde del muschio è spettacolare.
Bastano 20-30 minuti per visitarla, ma è uno di quei posti dove viene naturale fermarsi più a lungo.
Arnarstapi, dove l'oceano scolpisce la lava
Proseguendo lungo la costa raggiungiamo Arnarstapi, uno dei miei luoghi preferiti dell'intera penisola.
Qui il mare ha modellato nel corso dei secoli enormi archi naturali, faraglioni e scogliere basaltiche.
Dal parcheggio parte un sentiero panoramico molto semplice che costeggia l'oceano.
Ogni pochi metri ci si ferma per osservare un nuovo scorcio.
Le onde si infrangono con forza contro le rocce nere creando spruzzi altissimi.
Uno dei punti più spettacolari è l'arco di pietra di Gatklettur, probabilmente il più fotografato della zona.
Se avete tempo consiglio di percorrere anche il sentiero che collega Arnarstapi al vicino villaggio di Hellnar. Sono circa 2,5 km tra andata e ritorno e regalano panorami magnifici sull'oceano.

Saxhóll, salire sul cratere di un vulcano
La tappa successiva è Saxhóll, un antico cratere vulcanico alto circa 100 metri.
Una lunga scalinata metallica permette di raggiungere facilmente la cima.
La salita richiede appena dieci minuti. Diluviava e noi l'abbiamo fatta correndo per cui ci abbiamo messo metà tempo. ho poche foto di questo cratere per questo motivo.
Dall'alto il panorama è straordinario: campi di lava a perdita d'occhio, l'oceano Atlantico e, nelle giornate limpide, il ghiacciaio Snæfellsjökull.
Grundarfjörður e il monte Kirkjufell
Davanti a noi compare il profilo perfetto del Kirkjufell, probabilmente la montagna più fotografata d'Islanda.
Alta 463 metri, la sua forma ricorda una freccia rivolta verso il cielo.
Anche questo luogo è diventato celebre grazie a Il Trono di Spade, dove appare come la "Montagna a forma di freccia".
Prima di raggiungere la cascata ci fermiamo nel punto panoramico lungo la strada, da cui si ammira la montagna riflessa nel fiordo.
Pochi minuti dopo raggiungiamo Kirkjufellsfoss, una piccola cascata che, con il Kirkjufell sullo sfondo, crea una delle immagini più iconiche dell'Islanda.
Consiglio di arrivare nel tardo pomeriggio o verso sera, quando la luce laterale rende il paesaggio ancora più suggestivo.
Stykkishólmur, il borgo colorato affacciato sul mare
Concludiamo la giornata visitando Stykkishólmur, il principale centro abitato della penisola.
Le case colorate, il piccolo porto e l'atmosfera tranquilla lo rendono uno dei villaggi più piacevoli dell'Islanda occidentale.
Passeggiamo tra le vie del centro, saliamo fino al faro e ci godiamo il panorama sull'arcipelago di Breiðafjörður.
È il modo perfetto per concludere una giornata ricchissima di paesaggi completamente diversi tra loro.
Rientriamo in appartamento stanchi ma entusiasti.
Snæfellsnes ci ha mostrato quante anime diverse possa avere l'Islanda nel giro di poche decine di chilometri.
GIORNO 5 – REYKJAVIK, la capitale più a misura d'uomo d'Europa
Salutiamo la penisola di Snæfellsnes e percorriamo circa 2 ore di strada per tornare a Reykjavík.
Spesso la capitale islandese viene visitata velocemente, magari in poche ore, ma secondo me merita almeno una giornata.
Pur essendo la città più grande del Paese, Reykjavík conserva un'atmosfera rilassata e quasi da piccolo centro.
Le distanze sono contenute e gran parte delle attrazioni può essere visitata tranquillamente a piedi.
Hallgrímskirkja
Iniziamo dalla Hallgrímskirkja, la chiesa simbolo della città.
Con i suoi 74 metri di altezza domina tutto il panorama urbano.
La sua architettura è ispirata alle colonne di basalto create dalle eruzioni vulcaniche, uno degli elementi naturali più caratteristici dell'Islanda.
Vale assolutamente la pena salire in cima con l'ascensore.
Dalla terrazza panoramica si gode una vista a 360 gradi sui tetti colorati della città, sul porto e sulle montagne in lontananza.
È il punto migliore per rendersi conto di quanto Reykjavík sia immersa nella natura.
Proseguendo la passeggiata nel centro di Reykjavík, ci addentriamo nelle vie colorate della città, dove l'atmosfera è vivace ma mai caotica. Non aspettatevi una capitale europea frenetica: Reykjavík trasmette una sensazione di tranquillità difficile da trovare altrove. Le case con i tetti in lamiera colorata, i murales, i caffè indipendenti e le piccole boutique rendono piacevole semplicemente passeggiare senza una meta precisa.
Skólavörðustígur, la celebre Rainbow Street
Dalla Hallgrímskirkja imbocchiamo Skólavörðustígur, la famosa Rainbow Street.
Questa via pedonale è diventata uno dei simboli della capitale grazie all'enorme arcobaleno dipinto sull'asfalto, realizzato come simbolo di inclusione e libertà.
È una delle fotografie immancabili di Reykjavík, ma il consiglio è quello di non limitarsi allo scatto di rito. Fermatevi nei piccoli negozi di design islandese, nelle gallerie d'arte e nei caffè che costeggiano la strada: sono il modo migliore per respirare la quotidianità della città.
Bæjarins Beztu Pylsur, l'hot dog più famoso d'Islanda
A pochi minuti a piedi raggiungiamo il piccolo chiosco Bæjarins Beztu Pylsur.
Potrebbe sembrare una semplice bancarella, invece è uno dei luoghi più famosi della città. Da oltre ottant'anni serve quello che molti considerano il miglior hot dog d'Islanda.
Persino personaggi come Bill Clinton hanno fatto la fila qui.
L'hot dog viene preparato con carne di agnello islandese e condito con cipolle crude, cipolle croccanti, ketchup, senape dolce e una salsa remoulade.
Costa molto meno rispetto a un normale pranzo al ristorante ed è perfetto per una pausa veloce durante la visita della città.
Il Municipio, costruito sull'acqua
Proseguendo arriviamo al Municipio di Reykjavík, un edificio moderno costruito direttamente sulle rive del lago Tjörnin.
Entrando si trova una gigantesca mappa tridimensionale dell'Islanda, utile per comprendere la conformazione dell'isola e ripercorrere mentalmente l'itinerario.
All'esterno vale la pena fare una passeggiata lungo il lago, dove è facile osservare cigni, anatre e altri uccelli acquatici.
Austurvöllur, il cuore della città
Poco distante si apre Austurvöllur, la piazza principale di Reykjavík.
Qui si affacciano il Parlamento islandese, diversi locali e numerosi ristoranti.
Nelle belle giornate gli abitanti si siedono direttamente sull'erba per pranzare o rilassarsi al sole.
È il luogo ideale per concedersi una pausa osservando la vita quotidiana della capitale.
Harpa, il palazzo di vetro sul mare
Tra gli edifici più moderni della città spicca sicuramente Harpa, il centro congressi e sala concerti inaugurato nel 2011.
La facciata è composta da centinaia di pannelli di vetro che riflettono continuamente il cielo e il mare, cambiando colore durante tutta la giornata.
Anche se non si assiste a uno spettacolo, consiglio di entrare. Gli spazi interni sono luminosi e l'architettura è davvero sorprendente.
Sun Voyager, la nave che guarda l'oceano
Concludiamo la visita raggiungendo il Sun Voyager, una delle opere d'arte più fotografate d'Islanda.
Molti la definiscono una nave vichinga, ma in realtà rappresenta un sogno di scoperta, libertà e speranza.
Affacciata direttamente sull'oceano, con le montagne sullo sfondo, è particolarmente suggestiva al tramonto o durante la luce dorata della sera estiva.
Dopo una giornata trascorsa tra cultura e passeggiate rientriamo negli Icelandic Apartments, dove trascorreremo altre due notti.
GIORNO 6 – LA PENISOLA DI REYKJANES dove nasce la nuova Islanda
La sesta giornata ci porta alla scoperta della penisola di Reykjanes, una delle zone geologicamente più attive dell'intera isola.
È proprio qui che negli ultimi anni si sono verificate le spettacolari eruzioni del sistema vulcanico di Fagradalsfjall, che hanno cambiato completamente il paesaggio.
Questa zona può essere visitata comodamente in una giornata partendo da Reykjavík.
Seltún, tra fumarole e pozze di fango bollente
La nostra prima tappa è Seltún, nell'area geotermica di Krýsuvík.
Appena arriviamo sembra di essere su un altro pianeta.
Il terreno è colorato di giallo, rosso, arancione e bianco per effetto dei minerali presenti nel sottosuolo.
Ovunque si alzano colonne di vapore.
Le pozze di fango ribollono continuamente e l'odore intenso di zolfo ricorda che sotto i nostri piedi il magma è molto vicino alla superficie.
Una passerella in legno permette di attraversare tutta l'area in sicurezza.
La visita richiede circa 30-40 minuti.
Il piccolo trekking verso la LAVA al Fagradalsfjall
Era una delle esperienze che aspettavo di più.
Dal parcheggio P2 inizia il sentiero che conduce alla colata lavica dell'eruzione del 2021, una delle più importanti della storia recente islandese.
Il percorso non presenta particolari difficoltà, ma richiede scarpe adatte e un minimo di allenamento.
La camminata attraversa un paesaggio completamente nuovo.
Dove fino a pochi anni fa c'erano vallate verdi oggi si estende una gigantesca distesa di lava nera ormai solidificata.
Avvicinandosi ci si rende conto delle dimensioni reali della colata.
È impressionante pensare che tutto questo si sia formato nel giro di pochi mesi.
In alcuni punti, infilando una mano tra le fessure della lava, si percepisce ancora il calore provenire dal sottosuolo. È il segno che, nonostante la superficie si sia raffreddata, all'interno la roccia continua lentamente a cedere il calore accumulato durante l'eruzione.
Toccare quella lava significa toccare una parte di storia geologica recentissima.
È una sensazione difficile da dimenticare.
Calcolate circa 2 ore tra andata, ritorno e soste fotografiche: i bambini non vorranno più venir via. Ma se avete fretta, vi basterà la metà del tempo.
Blue Lagoon
Dopo il trekking potete decidervi di concederci qualche ora di relax alla celebre Blue Lagoon.
Immersa in un vasto campo di lava, questa spa geotermica è diventata una delle attrazioni più conosciute dell'Islanda.
L'acqua, ricca di silice e minerali, mantiene una temperatura di circa 38 °C durante tutto l'anno.
Entrare nell'acqua calda mentre tutto intorno si estendono rocce vulcaniche nere crea un contrasto davvero particolare.
Se desiderate visitarla, prenotate con largo anticipo: gli ingressi si esauriscono facilmente, soprattutto in estate.
Noi l'abbiamo visitata senza però entrare in acqua. Non fa per noi lo ammetto.
Per chi non vuole entrare al BlueLagoon può fermarsi al parcheggio e con pochi passi arrivare alle pozze esterne: il colore vi sorprenderà !
Il Ponte tra due continenti
Lasciata la Blue Lagoon raggiungiamo il Bridge Between Continents.
Questo piccolo ponte attraversa simbolicamente la frattura che separa la placca nordamericana da quella euroasiatica.
Dopo aver camminato tra i continenti a Þingvellir, è curioso ritrovarsi nuovamente davanti allo stesso fenomeno geologico, ma in un contesto completamente diverso. La verità? Non merita. Se ci passate davanti con la macchina, va bene fare una sosta veloce, ma non andateci apposta.
Hvalsneskirkja
Prima di rientrare facciamo una breve sosta alla piccola Hvalsneskirkja, una chiesa costruita in pietra lavica all'inizio del Novecento.
La sua posizione, affacciata sul mare, la rende particolarmente fotogenica.

Il vecchio faro di Garður
Concludiamo la giornata raggiungendo il Garður Old Lighthouse.
Qui il vento soffia quasi costantemente e l'oceano sembra infinito.
Purtroppo non ho foto, ho fatto solamente il video. Ma è proprio un posto carino!
Rientriamo a Reykjavík per l'ultima notte nella capitale.
GIORNO 7 – VERSO LA COSTA MERIDIONALE
Lasciamo definitivamente Reykjavík e iniziamo a percorrere la celebre Ring Road in direzione della costa sud.
La giornata prevede molte soste, quindi conviene partire presto.
Il relitto del DC-3
Dopo circa due ore di viaggio raggiungiamo il parcheggio del celebre DC-3.
Il relitto si trova nel mezzo di una vasta pianura di sabbia nera.
Per raggiungerlo si percorrono circa 4 chilometri a piedi (8 km tra andata e ritorno), quasi completamente pianeggianti.
Esiste anche una navetta a pagamento per chi preferisce evitare la camminata.
L'aereo precipitò nel 1973 a causa di un guasto tecnico. Fortunatamente tutto l'equipaggio riuscì a salvarsi.
Oggi rappresenta uno dei luoghi più fotografati dell'Islanda.
Il contrasto tra la fusoliera bianca e il paesaggio nero circostante crea un'atmosfera quasi surreale.
Seljalandsfoss, la cascata dietro cui si può camminare
Riprendiamo l'auto e in appena cinque minuti raggiungiamo Seljalandsfoss.
Alta circa 60 metri, è una delle poche cascate al mondo che permette di passare completamente dietro il getto d'acqua.
Il sentiero è semplice ma molto bagnato.
Indossare una giacca impermeabile è praticamente obbligatorio.
Vedere il mondo attraverso il velo d'acqua della cascata è una delle esperienze più iconiche dell'intero viaggio.
Dedicate almeno un'ora alla visita e, se avete tempo, proseguite fino alla vicina cascata nascosta di Gljúfrabúi, spesso ignorata da molti turisti ma assolutamente spettacolare.
Skógafoss, la cascata che non smette mai di stupire
Lasciata Seljalandsfoss, bastano circa 15 minuti di auto per raggiungere un'altra delle grandi protagoniste della costa meridionale: Skógafoss. La mia preferita: qui ho sentito tutta l'immensità della natura e il contrasto con la piccolezza umana.
Se Seljalandsfoss conquista per la possibilità di camminarle dietro, Skógafoss impressiona per la sua imponenza.
Con i suoi 60 metri di altezza e 25 metri di larghezza, questa cascata crea una parete d'acqua perfettamente rettilinea che precipita con una forza incredibile.
Già dal parcheggio il fragore si sente chiaramente e, avvicinandosi, gli spruzzi diventano sempre più intensi. Nelle giornate di sole è quasi garantito vedere uno o addirittura due arcobaleni davanti alla cascata.
Secondo una leggenda islandese, uno dei primi coloni nascose un forziere pieno d'oro dietro la cascata. Ancora oggi si racconta che il tesoro sia nascosto lì, protetto dall'acqua.
Anche gli appassionati de Il Trono di Spade riconosceranno immediatamente questo luogo, utilizzato come ambientazione in alcune scene della serie.
Salire in cima
Molti visitatori si limitano ad ammirare la cascata dal basso, ma il consiglio è quello di percorrere la lunga scalinata posta sul lato destro. Sono circa 500 gradini, ma la fatica viene ampiamente ripagata. Io soffro leggermente di vertigini per cui qui ho sentito tutta l'altezza del luogo. Tenete i bambini per mano e guardate sotto. Senza parole.
Dall'alto si osserva Skógafoss da una prospettiva completamente diversa e si può proseguire lungo il sentiero del Fimmvörðuháls, considerato uno dei trekking più belli dell'Islanda. Noi non lo abbiamo percorso
Anche senza affrontare l'intero percorso, vale la pena camminare qualche centinaio di metri: il fiume regala una successione di piccole cascate che la maggior parte dei turisti non vede.
Skógar e il museo all'aperto
A pochissimi minuti dalla cascata si trova il piccolo villaggio di Skógar.
Qui visitiamo lo Skógasafn, uno dei musei etnografici più interessanti dell'Islanda.
La parte all'aperto ricostruisce un antico villaggio islandese con case tradizionali dai caratteristici tetti ricoperti d'erba.
Entrare in queste abitazioni permette di capire come vivevano le famiglie islandesi fino a non molti decenni fa.
Le pareti spesse, gli spazi ridotti e i tetti erbosi garantivano un isolamento sorprendente durante i lunghi inverni.
Poco distante sorge anche una graziosa chiesa bianca che completa perfettamente il paesaggio.
Concludiamo la giornata raggiungendo il nostro hotel nei pressi di Skógar.
Domani ci aspetta una delle giornate più ricche di tutto il viaggio.
GIORNO 8 – SCOGLIERE, SPIAGGIE NERE, CANYON E GHIACCIAI
Partiamo presto.
La costa meridionale concentra alcuni dei paesaggi più spettacolari dell'intera Islanda e oggi visiteremo luoghi completamente diversi tra loro.
Dyrhólaey, il promontorio sull'Atlantico
La prima tappa è Dyrhólaey, un grande promontorio che si affaccia sull'Oceano Atlantico.
Il suo nome significa "collina con il foro nella porta", proprio per il gigantesco arco naturale scavato dal mare nella roccia.
Dall'alto il panorama è semplicemente straordinario.
Da una parte si osservano chilometri di spiagge nere, dall'altra le imponenti scogliere battute dalle onde.
Tra maggio e agosto questo è anche uno dei posti migliori dell'Islanda per osservare le pulcinelle di mare (Puffin).
Questi simpatici uccelli marini costruiscono i loro nidi tra le pareti erbose del promontorio e spesso si lasciano fotografare. Noi li abbiamo visti volare sotto la scogliera.
Ve lo dico, non aspettatevi i grandi uccelli dal becco arancione che vedete in foto: sono uccelli piccolissimi e vedendoli da lontano si capisce poco. Non abbiamo avuto la fortuna di vederli da vicino, ma erano a circa 5 metri quelli che vedevamo meglio. Quindi se volete vederli come nelle foto che circolano sul web, o siete davvero fortunati...o armatevi di macchine fotografiche con un elevato zoom, in questo modo potrete vederle come si deve.
Un consiglio importante: rispettate sempre le corde di delimitazione. Servono a proteggere i nidi e a non disturbare gli animali. Inoltre oltre alle corde parte subito la scogliera a strapiombo e con il vento che tira, è pericoloso. Vi consiglio di tenere i bambini per mano.
Reynisfjara, la spiaggia nera più famosa d'Islanda
A pochi minuti di auto raggiungiamo Reynisfjara.
È probabilmente la spiaggia nera più famosa del mondo.
La sabbia vulcanica, le enormi colonne di basalto e i faraglioni di Reynisdrangar che emergono dall'oceano creano un paesaggio quasi irreale.
Secondo una leggenda islandese, quei faraglioni sarebbero troll trasformati in pietra dai primi raggi del sole.
Passeggiando lungo la spiaggia si rimane affascinati dalle perfette colonne basaltiche, formatesi durante il raffreddamento della lava.
Sembrano scolpite dall'uomo, ma sono interamente opera della natura.
Attenzione alle sneaker waves
Questa spiaggia è tanto bella quanto pericolosa.
Le cosiddette sneaker waves, onde improvvise e molto più grandi delle altre, possono arrivare senza alcun preavviso.
Per questo motivo è fondamentale non avvicinarsi mai troppo all'acqua e rispettare sempre la segnaletica di sicurezza.
Vík, il villaggio più famoso della costa sud
Dopo aver lasciato Reynisfjara raggiungiamo il vicino paese di Vík í Mýrdal.
È il centro abitato più importante della costa meridionale e rappresenta una tappa perfetta per una pausa pranzo.
Salendo fino alla piccola chiesa bianca che domina il paese si ottiene una splendida vista panoramica sulle spiagge nere e sulle montagne circostanti.
È uno dei punti fotografici più belli del villaggio.
Fjaðrárgljúfur, il canyon da fiaba
Lasciamo la costa e proseguiamo verso est fino a raggiungere Fjaðrárgljúfur.
Questo canyon, lungo circa due chilometri e profondo fino a cento metri, è stato scavato dall'acqua durante l'ultima era glaciale. Potete vedere il Canyon dal primo punto vicino al parcheggio, dove c'è anche un piccolo ristoro. Non fermatevi qui, perché rimarreste decisamente delusi.
Il sentiero panoramico è assolutamente da non perdere: semplice, leggermente in salita, la camminata sarà di circa 20 minuti (pause panoramiche escluse); corre lungo il bordo superiore del canyon e regala scorci spettacolari praticamente a ogni curva.
Arrivate fino alla fine: è qui che ho scattato l'iconica foto del Canyon: il panorama è da togliere il fiato.
L'acqua color smeraldo del fiume contrasta magnificamente con il verde intenso del muschio.
Negli ultimi anni il luogo è diventato ancora più famoso dopo essere apparso nel videoclip della canzone I'll Show You di Justin Bieber.
Per preservare la vegetazione il sentiero viene talvolta chiuso in primavera: prima della visita conviene verificare eventuali aggiornamenti.

Sólheimajökull, a pochi passi dal ghiacciaio
Sulla strada del rientro ci fermiamo al Sólheimajökull, uno dei ghiacciai più facilmente raggiungibili dell'Islanda.
Dal parcheggio parte un sentiero pianeggiante che in circa venti minuti conduce fino alla fronte del ghiacciaio.
Anche senza partecipare a un'escursione guidata si può osservare da vicino l'enorme lingua di ghiaccio che scende tra le montagne.
Il ghiaccio presenta sfumature bianche, azzurre e nere dovute alle ceneri vulcaniche rimaste intrappolate nel corso delle eruzioni.
Chi desidera camminare sul ghiacciaio deve partecipare a un tour organizzato con guida, ramponi, casco e tutta l'attrezzatura necessaria.
Anche limitandosi al sentiero libero, però, la visita merita assolutamente.
Rientriamo al nostro hotel soddisfatti e felici. Come ogni giorno di questa vacanza del resto.
GIORNO 9– ICEBERG E SABBIA NERA
Lasciamo definitivamente la zona di Vík e proseguiamo verso est.
Il paesaggio cambia ancora una volta.
Le pianure lasciano spazio a enormi ghiacciai e montagne sempre più spettacolari.
Dopo circa 2 ore e 45 minuti raggiungiamo il Parco Nazionale del Vatnajökull, il più grande d'Europa.
Qui il protagonista assoluto è il ghiacciaio Vatnajökull, che copre circa l'8% dell'intera superficie islandese.
Diamond Beach
La nostra prima tappa è Diamond Beach.
Il nome non potrebbe essere più azzeccato.
Sulla sabbia nera arrivano continuamente iceberg trasportati dalla vicina laguna glaciale.
Alcuni sono grandi quanto automobili.
Altri sono piccoli e perfettamente trasparenti.
Illuminati dal sole sembrano autentici diamanti sparsi lungo la spiaggia.
Ogni visita è diversa, perché gli iceberg cambiano continuamente forma e posizione.
È uno dei luoghi più fotogenici dell'intera Islanda. Qui a fianco c'è anche il fantastico lago di Jökulsárlón, dove si rimane incantati dagli immensi Iceberg che padroneggiano tra le gelide acque. Ma torneremo qui domani, lungo la strada del rientro: ci aspetterà una navigazione indimenticabile su un mezzo davvero particolare, che oggi non abbiamo potuto fare per mancanza di posti (non avevamo prenotato).
Stokksnes
Nel pomeriggio raggiungiamo Stokksnes, un luogo incantato. Questa penisola privata è dominata dalla spettacolare montagna Vestrahorn, dalle forme appuntite e frastagliate.
Con la bassa marea la sabbia nera si ricopre di un sottilissimo strato d'acqua che trasforma la spiaggia in uno specchio perfetto.
Quando il vento è assente, la montagna si riflette completamente creando uno dei panorami più spettacolari d'Islanda.
Vale la pena visitare questo luogo con calma, aspettando magari la luce del tardo pomeriggio. Quando siamo arrivati noi l'acqua era increspata in alcuni punti per cui non siamo riusciti a vedere lo specchio perfetto della montagna. Ma ci siamo andati vicino, è stato comunque molto bello. Inoltre tutto intorno ci sono distese di dune di sabbia nera dove i bambini hanno giocato tantissimo.
Concludiamo la giornata raggiungendo il nostro appartamento nei pressi di Höfn.
GIORNO 10– TRA ICEBERG E FOCHE NELLA LAGUNA GLACIALE
La giornata inizia con uno dei luoghi più iconici dell'Islanda.
Jökulsárlón
La laguna glaciale di Jökulsárlón si è formata relativamente di recente a causa del progressivo arretramento del ghiacciaio Breiðamerkurjökull.
Qui enormi iceberg si staccano continuamente dal ghiacciaio e iniziano un lento viaggio verso l'oceano.
Il colore cambia continuamente.
Alcuni sono bianchi.
Altri hanno incredibili sfumature blu intenso.
Altri ancora presentano striature nere dovute alle ceneri vulcaniche.
Noi scegliamo di partecipare al tour in mezzo anfibio.
Navigare tra gli iceberg permette di osservare da vicino dimensioni e dettagli impossibili da apprezzare dalla riva.
Durante l'escursione incontriamo anche diverse foche che nuotano tranquillamente tra i blocchi di ghiaccio.
È una delle esperienze che ricordo con più emozione.
Dopo la visita iniziamo il lungo rientro verso la zona di Skógar.
Lungo il tragitto, se la stagione lo permette, e se avete tempo potrete fermarvi nuovamente a Dyrhólaey per cercare le pulcinelle di mare con una luce diversa rispetto al giorno precedente.
Dopo circa tre ore e mezza raggiungiamo il nostro hotel.
Domani ci aspetta una delle escursioni più spettacolari dell'intero viaggio: Landmannalaugar, il regno delle montagne colorate.
GIORNO 11– LANDMANNALAUGAR: IL PAESAGGIO PIU' INCREEDIBILE DI ISLANDA
Se dovessi scegliere un solo luogo capace di rappresentare la forza della natura islandese, probabilmente sceglierei Landmannalaugar.
Per me è stata una delle esperienze che più mi hanno lasciato senza parole.
La giornata inizia molto presto. Dal nostro hotel nei pressi di Skógar partiamo prima delle 8 del mattino perché ci aspettano quasi 3 ore e 40 minuti di strada.
Per raggiungere Landmannalaugar scegliamo la strada 208 Nord, l'accesso più semplice durante l'estate perché permette di evitare i guadi. È una soluzione ideale anche per chi, come noi, viaggia con un SUV ma non vuole affrontare l'attraversamento dei fiumi.
Già il viaggio vale la giornata.
Lasciata la Ring Road, il paesaggio cambia completamente. Le montagne diventano sempre più selvagge, la vegetazione scompare quasi del tutto e iniziano ad apparire enormi distese di lava, colline di ossidiana e colori che sembrano dipinti. Sembra di essere sulla luna o in qualche film di fantascienza.
È uno di quei tragitti in cui viene voglia di fermarsi ogni cinque minuti. E in effetti facevamo così. Nelle immagini sottostasti, il paesaggio lunare prima di arrivare alla meta.
Hnausapollur, il lago dentro un'esplosione vulcanica
La prima sosta è Hnausapollur, conosciuto anche come Bláhylur.
Questo lago si è formato all'interno di un antico mar vulcanico, cioè un enorme cratere creato dall'incontro esplosivo tra magma e acqua.
Il risultato è un lago dalle tonalità blu intenso circondato da colline rossastre e nere.
Dal punto panoramico si comprende immediatamente quanto questa zona sia geologicamente diversa dal resto dell'Islanda.
Il contrasto tra l'acqua, la lava e le montagne è semplicemente spettacolare.
Qui mi fermo. Respiro. Mi guardo attorno. La mia mente è uno scorrere di emozioni, prima lente e poi veloci. Saltello come una bambina. Qui. E' qui che volevo arrivare. E ci sto arrivando.

Frostastaðavatn
Proseguendo lungo la strada si incontra uno dei panorami più iconici di Landmannalaugar.
Il lago Frostastaðavatn appare improvvisamente ai piedi delle montagne di riolite.
Qui ci fermiamo parecchi minuti.
Il vento soffia leggermente, non ci sono rumori artificiali e tutto sembra immobile.
La montagna inizia a colorarsi: il preludio di quello che ci aspetta tra poco.

Landmannalaugar, il regno delle montagne colorate
Finalmente arriviamo al campo base di Landmannalaugar.
Il primo impatto è sorprendente.
Le montagne sembrano dipinte con gli acquerelli.
Giallo, arancione, rosa, verde, grigio, nero e persino sfumature azzurre si alternano continuamente sulle pendici.
Il motivo è la presenza della riolite, una roccia vulcanica molto ricca di minerali che, ossidandosi nel tempo, assume colori completamente diversi.
È uno dei pochi luoghi al mondo dove si può osservare un fenomeno simile.
Lasciata l'auto iniziamo una delle passeggiate più semplici, ma anche più spettacolari.
Attraversiamo piccoli ponti in legno, campi di lava solidificata e sorgenti geotermiche fumanti.
Ogni curva regala un panorama diverso.
Per chi ha un po' di allenamento consiglio assolutamente di salire verso il Monte Brennisteinsalda, uno dei trekking simbolo della zona. Noi purtroppo non ci siamo andati per mancanza di tempo. Peccato: la vista dalla cima è probabilmente una delle più belle di tutta l'Islanda.
Noi, avendo ancora parecchia strada da percorrere nel pomeriggio per rientrare all'appartamento, scegliamo un itinerario più breve, ma comunque spettacolare.
Un'altra esperienza molto apprezzata è il bagno nella sorgente termale naturale vicino al campeggio. I bambini hanno provato a metterci le gambe, ma non ci siamo fermati. Vedere tante persone rilassarsi nell'acqua calda circondate da montagne colorate è però davvero particolare.
Credetemi che le foto non rendono giustizia alla meraviglia che avevo davanti agli occhi.
Consigli pratici
Dedicate a Landmannalaugar almeno 4-5 ore.
Portate sempre:
scarponcini da trekking;
giacca impermeabile;
abbigliamento a strati;
acqua e pranzo al sacco.
Il meteo cambia molto rapidamente e anche in piena estate il vento può essere forte.
Noi siamo stati fortunati: sole limpido e zero vento. Uno dei pochissimi giorni in cui abbiamo tolto la giacca e siamo stati semplicemente con la felpa. Non potevo desiderare di meglio in questo luogo.
Nel pomeriggio riprendiamo la strada verso Keflavík.
Ci aspettano quasi 3 ore e 45 minuti di viaggio.
È una giornata lunga, ma anche una di quelle che rimangono impresse nella memoria per sempre. Il Landmannalaugar è una delle tappe in cui mi sono emozionata di più.
GIORNO 12 – LE BALENE NEL LORO AMBIENTE NATURALE
L'ultimo giorno pieno in Islanda decidiamo di viverlo con calma.
Torniamo a Reykjavík per un pranzo in uno dei localini al porto vecchio.
È quasi strano ritrovarsi nuovamente tra negozi, locali e persone dopo tanti giorni immersi nella natura più selvaggia.
Tra tutte le escursioni che si possono fare in Islanda, il whale watching è una delle più iconiche. Si soffro il mar di mare. E tanto. Ma non potevo privare la mia famiglia di questa esperienza. Lasciando lentamente il porto osserviamo Reykjavík da una prospettiva completamente diversa.
Dopo circa quaranta minuti di navigazione il comandante rallenta.
Inizia l'attesa.
All'improvviso compare il primo soffio.
Pochi secondi dopo emerge una gigantesca megattera.
Rimane in superficie per qualche istante, poi si immerge mostrando la coda.
È un momento emozionante.
Durante le tre ore di navigazione riusciamo ad osservare diversi cetacei e numerosi uccelli marini, anche pulcinelle di mare.
Il mare era mosso. A metà escursione è iniziato a piovere. Prima poco. Poi molto. L'imbarcazione ondeggiava, quasi tutti in coperta. Io fuori. Se mi muovevo da lì avrei vomitato. Stavo malissimo. Ma è proprio lì, con pochi altri rimasti fuori che ho visto il passaggio dei cetacei più vicino, quello più bello.
Si ritorna, l'imbarcazione prende velocità. Tutti rientrano perché non c'è più nulla da osservare. Io rimango. Immobile. Sotto la pioggia battente e gli schizzi delle onde. Provo a muovermi per andare almeno sotto una piccola tettoia. Non ce la faccio. Vomiterei all'istante. Coperta con giacca e cappuccio. Sono fradicia. Acqua anche nelle scarpe nonostante siano impermeabili: mi entra da sopra. Sono abituata al tempo che cambia, mi piace il freddo, non mi importa se piove. Ma è stata un'escursione davvero faticosa per me. Ma ne è valsa la pena, soprattutto per la mia famiglia (che fortunatamente non ha sofferto il mal di mare e al ritorno se ne è stata tranquillamente in coperta insieme a tutti gli altri).
Ogni uscita è diversa e nessun avvistamento può essere garantito, ma vedere questi animali completamente liberi nel loro ambiente naturale è qualcosa che ripaga qualsiasi attesa.
È senza dubbio una delle esperienze che consiglio maggiormente a chi visita l'Islanda. Anche se soffrite il mal di mare.
Le balene si sono viste davvero bene ed erano davvero numerose. Ho fatto molti video, purtroppo cogliere lo scatto nel momento giusto non era facile. Ma credetemi se vi dico che vedere da vicino quei giganti di mare, è davvero emozionante.
L'ultima sera trascorre velocemente.
Prepariamo le valigie e riguardiamo le fotografie scattate nei giorni precedenti.
È incredibile pensare a quanti paesaggi diversi abbiamo visto in meno di due settimane.
GIORNO 13 – Il ritorno
La sveglia suona presto.
Raggiungiamo l'aeroporto di Keflavík con un po' di anticipo per riconsegnare l'auto.
Il nostro volo decolla alle 10.45.
Mentre l'aereo prende quota, guardo ancora una volta dal finestrino.
Le immense distese di lava, i ghiacciai e l'oceano si allontanano lentamente.
È uno di quei viaggi che finiscono soltanto sul calendario.
Perché, in realtà, una parte di te rimane lì.
CONSIGLI PRATICI per organizzare un viaggio di 13 giorni in Islanda
Dopo aver percorso migliaia di chilometri posso dire che questo itinerario è stato un perfetto equilibrio tra le attrazioni più famose e alcune esperienze meno conosciute.
Se state organizzando un viaggio simile, ecco i consigli che mi sento di darvi.
Quando andare
L'estate, tra fine giugno e inizio settembre, è il periodo migliore per seguire questo itinerario.
Le giornate sono lunghissime, molte superano le venti ore di luce, e tutte le principali strade risultano aperte.
Inoltre è il periodo ideale per:
vedere le pulcinelle di mare;
raggiungere Landmannalaugar;
percorrere la penisola di Snæfellsnes senza problemi;
partecipare al whale watching.
Che auto noleggiare
Se pensi di non uscire dalla Ring Road (la strada principale) vi basta un'auto qualsiasi.
Per questo itinerario consiglio almeno un SUV.
Noi abbiamo scelto un SUV ibrido plug-in e si è rivelato perfetto, qualche difficoltà su un tratto di strada per andare al Landmannalaugar. Per raggiungere Landmannalaugar abbiamo utilizzato la 208 Nord, evitando i guadi.
Se pensate invece di attraversare guadi (controllate le strade quando pianificate il viaggio) oppure se andate in inverno, allora consiglio un 4x4 robusto e alto, apposta per affrontare questo tipo di strade.
Come vestirsi
Una delle frasi più famose dei Paesi Nordici dice:
"Non esiste il cattivo tempo, esiste solo un equipaggiamento sbagliato."
Ed è assolutamente vero.
Anche in estate portate sempre:
giacca impermeabile;
piumino leggero;
pile;
pantaloni tecnici;
scarponcini impermeabili;
cappello;
guanti leggeri.
Nel corso della stessa giornata potreste passare da 16 °C con il sole a 6 °C con vento e pioggia, percependone spesso anche 2 o 3 proprio a causa del vento forte e delle piogge.
Ho approfondito il tema di come vestirsi e cosa mettere in valigia per un viaggio in Islanda, preparando per voi una pratica checklist in PDF da scaricare e tenere a portata di mano.
👇 Cliccate qui sotto per scaricarla!
Se decidete di stamparla, vi sarà davvero utile durante la preparazione della valigia: potrete spuntare man mano tutto ciò che avete già messo e partire senza il rischio di dimenticare nulla!
Conviene prenotare tutto?
ASSOLUTAMENTE Sì.
Gli alloggi migliori si esauriscono rapidamente, così come:
Blue Lagoon;
Into the Glacier;
whale watching;
tour anfibio a Jökulsárlón. (Noi non lo avevamo prenotato perchè sapevamo di essere flessibili tornando sulla stessa via al ritorno).
Gli appartamenti e la macchina sono da prenotare alcuni mesi prima. Le escursioni basta qualche settimana prima.
L'ISLANDA E' MERAVIGLIOSA COME DICONO?
Si, si e ancora si.
L'Islanda è un viaggio che cambia continuamente, sorprendendoti ogni giorno con paesaggi completamente diversi.
In tredici giorni abbiamo camminato tra due continenti, visto geyser eruttare davanti ai nostri occhi, toccato una colata lavica ancora calda, attraversato campi di lava, ammirato cascate immense, navigato tra iceberg, osservato foche e balene nel loro ambiente naturale, percorso strade che sembravano appartenere a un altro pianeta e raggiunto montagne dai colori così incredibili da sembrare irreali.
Se state pensando di visitare l'Islanda, il mio consiglio è uno solo: concedetele il tempo che merita.
È uno di quei luoghi che, una volta vissuti, continuano a richiamarti anche molto tempo dopo il ritorno a casa.
INDICE RIASSUNTIVO - Cliccabile. Per scegliere tu cosa vuoi leggere. Ma io ti consiglio di leggere tutto. Ma puoi usare questo indice per tornare facilmente sul tema che vuoi rileggere.
Indice – Islanda in 13 giorni:
Quando andare, come organizzare il viaggio e cosa sapere prima di partire
Supermercati islandesi
Primo impatto con l'Islanda e organizzazione del viaggio
Þingvellir National Park e la faglia tra due continenti
Geysir e l'eruzione di Strokkur
Gullfoss, la cascata d'oro
Kerið, il lago nel cratere vulcanico
L'esperienza Into the Glacier
Il tunnel di ghiaccio nel Langjökull
Stykkishólmur e i villaggi sul mare
Kirkjufell, la montagna più fotografata d'Islanda
Arnarstapi e le scogliere sull'oceano
Búðir e la chiesetta nera
Ytri Tunga e l'avvistamento delle foche
Hallgrímskirkja e la vista sulla città
Rainbow Street, porto e centro storico
Seltún e le fumarole
Fagradalsfjall e la lava dell'eruzione del 2021
Blue Lagoon
Ponte tra i due continenti e faro di Garður
Il relitto DC-3
Seljalandsfoss
Skógafoss
Skógar
Dyrhólaey e Reynisfjara
Vík e Fjaðrárgljúfur
Sólheimajökull
Vatnajökull, il ghiacciaio più grande d'Europa
Diamond Beach
Stokksnes e Vestrahorn
La laguna glaciale di Jökulsárlón e il tour in anfibio
Il percorso sulla 208 Nord
Hnausapollur e Frostastaðavatn
Il campo base e i sentieri tra le montagne di riolite
L'escursione in mare da Reykjavík
Consigli Pratici




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